Bombardieri (UIL) su vertenza Abramo C.C: “Il silenzio dei Ministri Urso e Calderone è inaccettabile, intervenga il Governo”

fonte: WeSud

PierPaolo Bombardieri, Segretario Generale della UIL, e Salvatore Ugliarolo, Segretario Generale della UILCOM, hanno espresso forte preoccupazione per il prolungato silenzio dei Ministri Adolfo Urso e Marina Calderone sulla delicata questione dell’azienda calabrese “Abramo”. La vicenda, ormai in stallo, necessita di un intervento urgente per evitare un potenziale collasso che rischia di avere gravi ripercussioni sia sui lavoratori coinvolti sia sul territorio.

“Il silenzio del Ministro Urso e della Ministra Calderone sulla vicenda dell’azienda calabrese ‘Abramo’ non è più accettabile: è necessario intervenire per sbloccare una situazione di stallo che rischia di implodere da un momento all’altro”, ha dichiarato Bombardieri.

La UIL sottolinea come, in generale, il settore delle telecomunicazioni (Tlc) e, in particolare, il comparto dei call center stiano attraversando un periodo di grande difficoltà. Nonostante le numerose dichiarazioni di intenti, non è stata fornita alcuna prospettiva concreta per la risoluzione della vertenza “Abramo” e per le migliaia di persone che dipendono da essa per il proprio sostentamento. “Nessuno può pensare di lasciare al proprio destino queste persone, condannandole insieme al loro territorio a gestire questa bomba sociale”, ha aggiunto.

Il Ministro Urso si era impegnato ad avviare un confronto sull’intera filiera dei call center, ma finora non si è visto alcun progresso concreto. Bombardieri ha ribadito che il mondo dei call center continua a vivere enormi incongruenze nei rapporti di lavoro, con numerosi committenti, anche pubblici, che non rispettano i contratti nazionali e utilizzano gare al massimo ribasso. “Il Governo ci convochi”, ha esortato.

La UIL chiede quindi che il Governo intervenga prontamente per risolvere la situazione, convocando un tavolo di confronto per discutere non solo della vertenza “Abramo”, ma anche delle problematiche più ampie che affliggono il settore dei call center. Solo attraverso un’azione decisa e concertata sarà possibile garantire un futuro più sicuro e stabile ai lavoratori e alle loro famiglie.

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