Il culto della Madonna

Il culto della Madonna di Capo Colonna ha radici antiche, legato al tempio di Hera Lacinia. Con l’avvento del cristianesimo, il culto si è trasformato per adattarsi alla nuova religione. Il quadro, risalente all’XI secolo, è di origine orientale, forse siriano-bizantina, ed è stato probabilmente portato a Capo Colonna da monaci basiliani.

La leggenda narra che durante le incursioni del 1519, i turchi saccheggiarono Capo Colonna e trovarono un quadro della Vergine. Tentarono di distruggerlo con un rogo che durò oltre 3 ore, ma il quadro rimase miracolosamente intatto. Decisero allora di rubarlo, ma quando lo caricarono sulla nave, questa rifiutò di salpare. Solo quando gettarono il quadro in mare la nave poté partire. Successivamente, un pescatore di nome Agazio lo Morello lo trovò e lo nascose in casa. Solo morente rivelò di possedere il tesoro, che fu poi restituito al Santuario.

La Festa della Madonna di Capocolonna è il più importante evento religioso a Crotone, insieme alla celebrazione di San Dionigi, patrono della città. La “Festa” cade la terza domenica di maggio ed è preceduta dall’evento del “Bacio del Quadro” nella Basilica di Santa Maria Assunta. Durante il mese di maggio, il quadro viene portato in processioni cittadine, la più importante rimane quella della notte tra il sabato e la domenica della terza settimana, in cui il Quadricello viene accompagnato da migliaia di fedeli fino al promontorio di Capocolonna, dov’è presente il santuario che custodisce l’effige. Ogni sette anni, si tiene il settennale, detta anche la “Festa Grande”, durante la quale il vero quadro viene utilizzato, e il ritorno non avviene via mare ma trainato da buoi.

Le celebrazioni religiose vengono accompagnate dalle iniziative in città, che richiamano a Crotone migliaia di turisti e emigrati, legati in maniera particolare a questo evento. Il rientro del Quadro nella cattedrale viene accompagnato dai celebri fuochi d’artificio, che riuniscono la popolazione sul lungomare cittadino.

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