La Storia

Crotone, conosciuta nell’antichità come “Kroton” o “Crotona”, fu fondata dagli Achei nel VIII secolo aC. Era una colonia greca situata lungo la costa ionica, ed è stata una delle città più importanti della Magna Grecia, oggi rappresentato dall’unica colonna dorica rimasta del Tempio di Hera Lacinia, che sorge nel promontorio lacinio di Capocolonna. La città deve la sua fama principalmente alla scuola pitagorica, fondata da Pitagora, che visse a Crotone nel VI secolo aC e contribuì notevolmente allo sviluppo della matematica e della filosofia nell’antica Grecia.

Nel corso dei secoli, Crotone fu coinvolta in conflitti con altre città greche della Magna Grecia, ma anche con popolazioni autoctone dell’Italia meridionale, come i Bruzi. Durante le guerre puniche, la città si schierò con Roma contro Cartagine, guadagnando un certo grado di autonomia.

Tuttavia, nel I secolo aC, Crotone fu conquistata da Roma e divenne parte dell’Impero Romano. Ne seguì un florido periodo di dominio romano, ma durante le invasioni barbariche fu saccheggiata dai Visigoti e successivamente dagli Ostrogoti.

Nel Medioevo, la città venne governata da vari signori feudali e successivamente dai Normanni, dai Svevi e dagli Aragonesi. Nel XVI secolo divenne parte del Regno di Napoli.

Durante il periodo dell’unità italiana, Crotone vide momenti di tumulto e cambiamenti politici. Arrivando alla storia recente, invece, viene denominata la “Stalingrado del Sud”, per gli stabilimenti nati nella zona industriale, che garantiscono a tutto il territorio un’economia stabile fino al 6 novembre del 1993, giorno dei famosi Fuochi dell’Enichem, che segnano la crisi definitiva del comparto. Oggi è una città che sta cercando di sviluppare la sua vocazione turistica, attraverso iniziative culturali e la valorizzazione del proprio patrimonio naturale.

Pitagora e la Scuola Pitagorica

La figura di Pitagora, filosofo e matematico che ha influenzato l’era moderna, è legata in maniera indissolubile alla città di Crotone.

La sua storia e quella della sua scuola a Crotone è avvolta da mistero e fascino. Pitagora, filosofo, matematico e mistico, fondò una scuola che incarnava un modo unico di concepire la conoscenza e la vita.

Pitagora nacque intorno al 570 aC sull’isola di Samo, in Grecia. Viaggiò ampiamente, accumulando conoscenze dalle culture dell’Egitto, della Mesopotamia e dell’India. La sua sete insaziabile di sapere lo portò alla creazione di una scuola di pensiero unica.

Tra le intuizioni più importanti c’è sicuramente quello che ancora oggi è conosciuto come il Teorema di Pitagora, ancora oggi utilizzato in geometria e ha molte applicazioni pratiche, ad esempio nel calcolo delle distanze in cartografia, nella risoluzione di problemi relativi a triangoli rettangoli in fisica e ingegneria, nonché in vari campi matematica.

 

Intorno al 530 aC, Pitagora si stabilì a Crotone, all’epoca colonia greca. Qui fondò la celebre Scuola Pitagorica, un centro di apprendimento che abbracciava diversi campi del sapere, tra cui matematica, filosofia, musica e etica. La scuola non era solo un luogo di insegnamento, ma anche una comunità di individui impegnati nella ricerca della verità e nella pratica di uno stile di vita basato su principi morali e spirituali.

I Principi Fondamentali della Scuola Pitagorica riflettevano l’approccio olistico di Pitagora alla conoscenza. Tra questi principi, la dottrina dei numeri occupava un ruolo centrale. Pitagora credeva che i numeri fossero la chiave per comprendere l’ordine dell’universo e che avessero un’influenza profonda sulla natura e sulla realtà.

Oltre alla matematica, la scuola insegnava anche la musica come una disciplina collegata ai numeri e alle proporzioni. Pitagora riteneva che la musica avesse il potere di armonizzare l’anima e l’universo stesso. Questa interconnessione tra numeri, musica e filosofia morale caratterizzava l’approccio unico della Scuola Pitagorica.

Oggi, nel cuore di Crotone, è presente un parco tematico dedicato proprio alla figura di Pitagora e alla sua scuola.

Alcmeone: Filosofia e Medicina

Un altro crotonese “illustre” che ha segnato la storia è sicuramente Alcmeone, filosofo che si è concentrato principalmente sulla medicina e sulla filosofia. Si dice che fosse un allievo di Pitagora, si interessava alla sostanza fondamentale che costituisce il mondo e cercava di comprendere i principi sottostanti alla realtà. Secondo alcune fonti, Alcmeone sosteneva che l’elemento primordiale fosse l’acqua, una teoria che echeggia la dottrina di Talete, un altro pensatore presocratico. La sua riflessione sulla natura indica un desiderio di andare oltre le spiegazioni mitologiche e religiose dell’epoca, cercando invece spiegazioni razionali e scientifiche.

Un altro notevole aspetto del pensiero di Alcmeone riguarda la medicina. Si ritiene che abbia fatto progressi significativi nell’ambito della fisiologia e della medicina empirica. Uno dei contributi più noti è la sua ipotesi sulla sede delle sensazioni. Alcmeone suggeriva che il cervello fosse il centro dell’attività sensoriale e che le percezioni provenissero da questo organo anziché dagli occhi o dagli altri sensi, un concetto che avrebbe influenzato la medicina per secoli a venire.

La sua visione medica si basava su un approccio razionale e sperimentale, un cambiamento di prospettiva rispetto alle credenze tradizionali legate alla magia e alla religione. Questo atteggiamento scientifico ha reso Alcmeone un pioniere nel campo della medicina e della filosofia naturale.

Milone, Re delle Olimpiadi

Nell’antica Grecia, tra le figure eroiche, si distingue Milone di Crotone, un atleta straordinario il cui nome è scolpito nei ricordi delle Olimpiadi antiche. Nato intorno al 540 aC a Crotone, Milone divenne uno dei più grandi atleti della sua epoca, lasciando un segno indelebile nella storia delle competizioni sportive.

Raggiunse l’apice della sua carriera durante le Olimpiadi, che si svolgevano ogni quattro anni nella sacra città di Olimpia. La sua fama è strettamente legata alla sua incredibile serie di vittorie nelle competizioni di pancrazio. Vinse sei volte consecutive, dal 540 aC al 516 aC, stabilendo un record che sarebbe rimasto imbattuto per molti anni.

La leggenda narra che Milone fosse noto non solo per la sua abilità atletica ma anche per la sua eccezionale forza fisica. Si racconta che riuscì a portare sulle spalle un toro e lo trasportò fuori dallo stadio olimpico, dimostrando la sua straordinaria potenza.

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