Diritto di cronaca durante gli sbarchi: giornalisti crotonesi chiedono incontro urgente al Prefetto

fonte: CrotoneNews

I giornalisti crotonesi hanno inviato, pochi istanti fa, la seguente lettera al Prefetto di Crotone, Franca Ferraro:

È da circa due anni che per i giornalisti crotonesi diventa sempre più difficile documentare gli arrivi di migranti al porto di Crotone. Per accedervi, infatti, bisogna chiedere l’autorizzazione ad ogni singolo evento. Solitamente, quando veniamo a conoscenza di uno sbarco, ci tocca inviare una mail a tre indirizzi diversi ed attendere le autorizzazioni sperando che qualcuno legga quelle richieste. Tuttavia, nonostante le regolari richieste, con tanto di accettazione via mail, per esempio, è anche capitato che qualcuno sostenesse che non avessimo di diritto di lavorare in quel posto. L’attuale procedura burocratica non solo ritarda lo svolgimento del nostro lavoro, che in casi come questo richiede massima tempestività, ma talvolta ha rappresentato un vero e proprio ostacolo al diritto di cronaca che quotidianamente esercitiamo.
Al di là di qualche impegno preso al momento, a nulla sono valse le richieste di incontro con le autorità competenti al fine di regolarizzare l’ingresso dei cronisti al porto di Crotone in occasione degli sbarchi, purtroppo numerosi nel nostro territorio. La situazione è andata anzi peggiorando: nella serata di lunedì 24 giugno, in occasione dell’arrivo della nave Diciotti della Guardia Costiera, con a bordo cinque salme di migranti deceduti nel naufragio dei giorni scorsi al largo delle coste calabresi, ai cronisti è stato proprio vietato di entrare, costringendo molti colleghi a trovare soluzioni alternative per svolgere il proprio lavoro, anche rischiose per la propria incolumità. Inoltre, contrariamente al solito, per lo sbarco è stato scelto il porto industriale per tenere distanti anche gli occhi ‘indiscreti’ degli zoom delle telecamere. Tutto questo è inaccettabile. Evidentemente si vuole continuare a tenere lontano la stampa dai luoghi dove si svolgono attività che coinvolgono i migranti. E questo accade sempre più spesso quando avvengono eventi tragici come il recente naufragio di Roccella Ionica e, prima, quello di Steccato di Cutro.
Giova rammentare, inoltre, che in più occasioni abbiamo percepito come non gradita la nostra presenza al porto, avvertendo un clima ostile nei nostri confronti. Eppure, crediamo di aver sempre dimostrato professionalità, rispetto per l’altrui lavori, serietà nello svolgere il nostro. Conosciamo la Carta di Roma e operiamo nel rispetto dei principi deontologici che guidano ogni giorno la nostra penna, le nostre macchine fotografiche e le nostre videocamere. Eventuali errori, come per qualsiasi altra categoria professionale, si pagano, ma singolarmente e chi li ha commessi se ne prenderà le sue responsabilità.
Per tutto quanto premesso, chiediamo un incontro urgente e non più procrastinabile con le autorità preposte per regolamentare, una volta per tutte, il nostro ingresso al porto e i rapporti con la stampa.
Il clima che respiriamo non è sereno, ma questo non ci spaventa. Il diritto di cronaca è alla base di ogni Paese civile e saremo sempre impegnati per garantirlo.

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