Dubbi e preoccupazioni dei sindacati dopo l’incontro a Roma sull’acquisizione di un ramo dell’Abramo CC

fonte: WeSud

Si è svolto in data odierna, presso il Ministero del Made in Italy, il primo incontro per esperire la procedura di esame congiunto ex art. 47 legge 428/90 per il trasferimento del complesso aziendale di Abramo CC in AS a favore di una NEW.CO partecipata per il 30% dalla Enosi Holding s.r.l. e dalla Steel Telecom s.r.l. al 70%. Questo trasferimento riguarda un ramo d’azienda parziale per la clientela business di Tim, contratto N: 0439157-P, che interessa 90 operatori, 14 team leader e 125 collaboratori a progetto, rispetto a un perimetro totale di circa 347 lavoratori adibiti sulla medesima commessa.

Lo rendono noto, attraverso un comunicato stampa unitario le segreterie nazionali della Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom Uil, Ugl-Telecomunicazioni.

A questa offerta vincolante – scrivono le organizzazioni sindacali – si aggiunge la possibilità di un’offerta integrata che potrebbe estendersi a tutti i 347 lavoratori della commessa business, qualora TIM S.p.A prorogasse i termini del contratto attualmente in scadenza il prossimo 30 giugno per 24 mesi. Inoltre, la NEW.CO ha proposto l’acquisto dell’azienda MICS s.r.l. e della controllata TELEDICO s.r.l. site nella sede di Catania.

Durante la fase introduttiva, la commissaria straordinaria, l’Avv. Federica Trovato, ha preso la parola, seguita da un esponente della NEW.CO che ha presentato i progetti futuri della società e ha descritto i settori in cui opera. Tuttavia, la delegazione sindacale ha espresso forti dubbi e perplessità sul metodo e sul merito della procedura, definendola “anomala” soprattutto alla luce della scadenza dell’amministrazione straordinaria fissata per l’8 agosto 2024 e della scadenza dei contratti TIM al 30 giugno. Tra i principali dubbi sollevati ci sono la delimitazione del perimetro dei lavoratori interessati dalla commessa Tim Business, le sedi coinvolte, e le deroghe economiche e normative presenti nell’offerta, che prevedono la riduzione dei profili orari a part time di 4 ore e l’eliminazione degli scatti di anzianità.

La procedura di conferimento del ramo d’azienda è stata aggiornata al prossimo 17 giugno. Le segreterie nazionali dei sindacati coinvolti, Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom Uil, Ugl-Telecomunicazioni, hanno espresso preoccupazione per la proposta di acquisizione, giudicandola confusa dal punto di vista procedurale e poco chiara in termini di sostenibilità e concretezza del piano industriale.

I sindacati hanno richiamato alla responsabilità il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ricordando gli impegni assunti nel tavolo di confronto del 26 marzo 2024 alla presenza dei Ministri Urso e Calderone, del Presidente della Regione Calabria Occhiuto e della committenza TIM. In quella sede, TIM aveva dichiarato la disponibilità a prolungare i volumi e i flussi delle commesse per dare tempo alla realizzazione di un progetto di digitalizzazione della PA tra Regione Calabria e TIM, con il pieno sostegno del MIMIT. Le segreterie sindacali chiedono urgentemente al MIMIT un aggiornamento del tavolo di crisi per la vertenza Abramo CC, coinvolgendo tutti gli attori interessati, inclusa TIM.

Le segreterie nazionali ribadiscono che la soluzione della vertenza è semplice e a portata di mano: favorire il cambio di appalto delle attività ancora in forza ad Abramo CC in AS e applicare la clausola sociale, strumento che in passato ha garantito la sicurezza di oltre 3.000 lavoratrici e lavoratori di Abramo CC. Soluzioni fumose e parziali che prevedono la riduzione di diritti e salari non saranno accettate dai sindacati.

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