Il Ministero “delle chiacchiere” che sonnecchia con i dipendenti Abramo e glissa con Tim

fonte: CrotoneNews

Se il ministro non sa di cosa parla, di certo i dipendenti della Abramo CC non potranno dormire sonni tranquilli. Rispondendo all’interrogazione parlamentare del senatore di Italia Viva Davide Faraone, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso (Fratelli d’Italia) ha risposto testualmente: “In questi giorni i commissari si stanno confrontando con le parti sindacali per il trasferimento degli asset ad una nuova realtà aziendale. Ciò potrà rappresentare una prima e significativa risposta per parte dei lavoratori di Abramo”. Ai dipendenti, però, risulta che l’asset è solo uno e quelle che Urso chiama una “significativa risposta per parte dei lavoratori” è quella che prevede l’abolizione degli scatti di anzianità, i contratti al 50 percento e il mantenimento di collaboratori a vita per gente che ha contratti con scadenza mensili ormai da vent’anni. Ma la cosa che il ministro evidentemente sottovaluta sono gli altri 800 che rimarranno fuori da questa grande operazione. Lo stesso Urso ha poi rispolverato il progetto di “Dematerializzazione degli archivi cartacei della pubblica amministrazione, con i tecnici che stanno lavorando per individuare le risorse”. Ma a riportarlo sulla terra è stato il senatore Faraone che, dandogli appuntamento a metà luglio, ha ricordato che in questi mesi “Il ministero oltre alle chiacchiere non è andato”.

Intanto il ministro dei rapporti con Tim e con quello che la stessa Tim dovrebbe fare, ovvero assumere i dipendenti della Abramo, glissa e non proferisce parola.

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