Lettera aperta dei dipendenti del Romolo Hospital: “Servono soluzioni immediate per evitare il collasso”

fonte: WeSud

In una lettera inviata al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ai sub-commissari ad acta del piano di rientro, al direttore del Dipartimento Salute e, per conoscenza, al commissario Brambilla, i dipendenti della Casa di Cura Romolo Hospital hanno espresso tutta la loro preoccupazione per la situazione critica in cui si trovano.

“A scrivere sono i dipendenti della Casa di Cura Romolo Hospital, realtà impegnata da oltre 20 anni nell’assistenza dei pazienti con patologie urologiche ed uro-oncologiche”, esordisce la lettera. “Come noto al sistema sanitario regionale, la Romolo Hospital ha concorso negli anni e concorre ancora oggi a soddisfare l’esigenza di cure di alta specializzazione in urologia rappresentando un presidio che da solo garantisce l’erogazione di oltre il 50% delle prestazioni urologiche della regione Calabria. Risulta infatti essere la prima struttura sanitaria nel trattamento delle patologie oncologiche alla prostata e la seconda sia nel trattamento dei tumori alla vescica che al rene.”

La Romolo Hospital registra volumi di ricoveri che superano i 2000 casi annui, contribuendo significativamente a ridurre la mobilità passiva regionale e garantendo una notevole attrattività extra regionale. Tuttavia, negli ultimi nove mesi, a causa di un contenzioso amministrativo riguardante meri aspetti di natura dichiarativa e formali, nonché per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria che hanno ordinato la prosecuzione delle attività di cura, l’azienda ha dovuto riavviare l’iter procedurale di autorizzazione e accreditamento. Questo iter è finalmente giunto a una conclusione positiva, ma l’Azienda Sanitaria Provinciale non ha provveduto, dallo scorso agosto, a remunerare le prestazioni ininterrottamente rese, costringendo la Romolo Hospital, il suo personale e l’intera filiera dell’indotto a enormi sacrifici aziendali e personali.

“La scelta della Romolo Hospital, e di noi tutti dipendenti, è stata resa possibile dai principi e dai valori che hanno caratterizzato, in termini di unicità, la storia aziendale, sempre primariamente concentrata sulle risposte da garantire in termini di cure e di salute per la comunità calabrese, in ragione anche delle attuali liste d’attesa ad oggi 1800 interventi fra cui circa 800 tumori benigni, 700 calcolosi ed oltre 300 tumori maligni.”

I dipendenti sottolineano che le condizioni aziendali e personali non sono più sostenibili e, alla luce dell’impossibilità di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali (oltre 100 unità) e di assicurare in tempi certi l’offerta di cura e assistenza a pazienti che non possono più rinviare la loro presa in carico, rivolgono un nuovo e pressante appello affinché si proceda con urgenza alla firma del provvedimento di accreditamento.

“Nel sottolineare la drammaticità del momento e l’improcrastinabilità della risoluzione, il presente appello si propone infine di prevenire azioni di mobilitazione da parte del personale tutto, oltre che dei pazienti, che determinerebbero una non più governabile evoluzione dell’intera vicenda con ricadute che rischierebbero di complicare ulteriormente una situazione allo stato già esplosiva, anche attraverso l’interessamento della Prefettura di Crotone per l’insediamento del tavolo di Crisi.”

La lettera si conclude con un appello corale dei dipendenti della Romolo Hospital, che chiedono un intervento immediato per evitare il collasso della struttura e garantire la continuità delle cure per migliaia di pazienti.

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