‘ndrangheta ed estorsione a Cutro: Dal carcere ai domiciliari i fratelli Francesco e Salvatore Martino

fonte: WeSud

Francesco e Salvatore Martino, figli di Vito Martino, detenuto per mafia e considerato il braccio armato del boss Nicolino Grande Aracri di Cutro, sono passati dal carcere agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. La decisione è stata presa dal Gip Mario Santoemma, del Tribunale di Catanzaro, che ha accolto l’istanza dei difensori dei Martino, gli avvocati Fabrizio Salviati, Luigi Russo e Stefano Olimpo. Per entrambi i fratelli, la misura cautelare carceraria è stata sostituita con una pena meno afflittiva.

Su Francesco e Salvatore Martino pende una richiesta di rinvio a giudizio per il loro presunto coinvolgimento, insieme ad altre tre persone, in un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) su un giro di estorsioni a Crotone. L’indagine ha rivelato un’ipotetica pax mafiosa siglata tra le famiglie Giampà e Martino, accusate di attività illecite.

I due fratelli erano stati arrestati il 14 febbraio scorso nell’ambito di un’operazione della Squadra Mobile di Crotone, che aveva portato alla luce questa presunta alleanza mafiosa. Oltre a loro, sono stati coinvolti nell’inchiesta anche Giuseppe Giampà, nipote del boss Totò Dragone ucciso nel 2004, il cugino Salvatore Giampà e Carmine Muto, fratello del pentito Salvatore.

L’inchiesta della DDA ha portato alla luce dinamiche complesse all’interno delle famiglie mafiose del territorio crotonese, evidenziando come la criminalità organizzata continui a rappresentare una minaccia significativa per la sicurezza e la legalità.

Cosa ti interessa?

Esplora alcuni dei migliori consigli da tutta la città da parte dei nostri partner

To top