Nuovo inizio per il Crotone: Emilio Longo si presenta con grinta e visione

fonte: WeSud

Idee chiare, obiettivi fissati e grande voglia di mettersi a lavoro. Ha colpito positivamente un po’ tutti la presentazione di Emilio Longo, il nuovo tecnico del Crotone, che mercoledì 10 luglio si è trovato di fronte alla stampa insieme al presidente Gianni Vrenna, proprio nel giorno del compleanno del patron rossoblù. “È la prima volta che accade” ha sottolineato Vrenna sorridendo, augurandosi ovviamente che sia di buon auspicio.

“Qui ho giocatori fortissimi” ha detto Longo, ma questa “non è stata una squadra forte” ha aggiunto. Tutti quindi sono in discussione, non ci sono intoccabili e non verranno fatte scelte in base alla carta d’identità. Il progetto è al centro, senza l’assillo di vincere a tutti costi il campionato, ma come ha ribadito lo stesso Longo “scendendo in campo per vincere ogni partita”.

“Dobbiamo essere noi stessi, coerenti e leali. Dobbiamo ridare linfa a questi calciatori, ma senza guardare all’indietro. L’errore deve essere un valore da cui imparare e ripartire. Lo spirito familiare è fondamentale, sono tra quegli allenatori che pensano che i giocatori più stanno insieme, anche fuori dal campo, meglio è. Il leader deve essere il gioco, la squadra. Tutto quello che diciamo a chiacchiere deve essere dimostrato in campo, dovremo essere bravi a coinvolgere i crotonesi con la nostra passione”. Da dove ripartire? “Da alcune regole. Ieri ho fatto un giro per il lungomare, la città è davvero bellissima e sono sicuro che qui si sta benissimo. Bisogna viverla certamente, ma da professionisti. Ad un certo punto bisogna rientrare e non superare quella linea che verrà tracciata, anzi dovremo stare ben al di sotto di quella linea”.

Emilio Longo ha presentato il suo progetto di “rivalsa” del Crotone, puntando ad azzerare il recente passato calcistico per ripartire con uno spirito completamente nuovo. “Dobbiamo guardare avanti” ha ripetuto come un mantra durante la conferenza stampa svolta allo stadio ‘Ezio Scida’. Il neo tecnico rossoblù è apparso persona competente, ma umile e desiderosa di scoprire. Longo, 51 anni e con 22 anni di esperienza in panchina, ammette di essere un secchione perché “la mia strada, non avendo giocato a calcio, è stata più lunga per arrivare. Stare qui a Crotone, in una squadra con un tale blasone, è il vero riconoscimento al lavoro che ho svolto”. Le prime parole sono state per il Picerno, il suo vecchio club: “mi ha permesso di mettere in mostra le mie idee di calcio, ringrazio la società ed i miei calciatori che mi hanno permesso di essere qui a Crotone”.

Longo ha scelto di iniziare il ritiro proprio da mercoledì 10 luglio al centro sportivo e di salire in Sila per la preparazione in quota solo il 22 luglio per parlare con i calciatori, per conoscerli e capire: “Ci sono tanti calciatori che terrei. Io parlerò con loro per capire chi ha le motivazioni giuste per portare nel Crotone solo gente motivata che voglia avere la maglia cucita addosso. Non ho pregiudizi su alcun calciatore della rosa. Sceglierò gente motivata che mi deve trasferire la stessa passione con cui io arrivo”.

A Crotone, Longo ribadisce la sua idea e la sua voglia di innovare: “Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro uno come me – dice Longo citando un brano di ‘A me piace il sud’ di Rino Gaetano -. La mia passione è andare in campo, la mia storia è di lavoro, di apprendimento. Vengo nella terra di Alcmeone che per primo intuì come il cervello comunicasse con i sensi. Per me è fondamentale come si gioca e non bisogna barattare il gioco con il risultato. Il gioco è l’unica discriminante per mettersi in mostra. Ovviamente non posso farlo da solo. Ho un sistema di riferimento, ma dobbiamo saperci trasformare in base all’avversario e serve che i ragazzi si mettano a disposizione per la nuova situazione. Non mi piace scimmiottare il gioco che arriva dalle categorie più alte. Bisogna cambiare paradigma: sperimentiamo noi in terza serie per farci copiare dall’alto. Come dice un proverbio arabo: io posso portare il cammello alla fonte ma non posso costringerlo a bere. Non sarò fondamentalista sugli schemi. Vorrei costruire una squadra per giocare a quattro ma non disdegno altri moduli”.

Dal punto di vista privato, Longo è apparso curioso e determinato a saperne di più del contesto in cui dovrà lavorare: “La mia passione, calcio a parte, è fare lunghe camminate. Quindi sveglia presto per passeggiare e costruire relazioni con le persone. Voglio vivere la città perché c’è un fascino particolare, voglio approfondire di più per capire la cultura del popolo”.

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