Presentato il rapporto Bankitalia: Segnali di ripresa e sfide persistenti per l’economia calabrese

fonte: WeSud

Il rapporto presentato oggi dalla filiale della Banca d’Italia a Catanzaro offre uno spaccato dettagliato sull’andamento economico della Calabria nel primo semestre del 2023. La crescita economica registrata, sebbene leggermente inferiore alla media del 2022, mostra comunque un miglioramento rispetto alla situazione economica generale in Italia. L’economia regionale continua a recuperare dopo la crisi causata dalla pandemia, con diversi indicatori che evidenziano progressi rispetto ai valori precedenti.

Il fatturato delle imprese calabresi è cresciuto, anche se in misura più contenuta rispetto al periodo precedente, con un rallentamento nel settore dei servizi. Il comparto delle costruzioni ha mantenuto buoni risultati, mentre nel settore manifatturiero si è notata una riduzione dei volumi produttivi, specialmente per le imprese di minori dimensioni.

Dal punto di vista delle famiglie, l’aumento occupazionale ha favorito una buona crescita del reddito disponibile, anche se questa crescita è ancora inferiore all’aumento del costo della vita dovuto alle fiammate inflazionistiche iniziate nel 2021. Tuttavia, nel corso del 2023, le tensioni inflazionistiche si sono gradualmente ridotte, offrendo prospettive più positive per il futuro. Persistono comunque preoccupazioni legate alla demografia, con un saldo migratorio negativo e molti giovani istruiti che lasciano la regione.

Nonostante le sfide, il settore turistico ha mostrato un buon andamento, con un aumento delle presenze rispetto allo scorso anno, anche se i livelli pre-pandemia non sono ancora stati completamente recuperati. L’aumento dell’occupazione indica una maggiore richiesta di lavoro da parte delle imprese, ma esiste una discrepanza tra le tipologie di lavoratori richiesti, soprattutto quelli qualificati in discipline scientifiche, e l’offerta di lavoro disponibile. Le politiche attive del lavoro potrebbero aiutare a ridurre questa disconnessione.

A livello nazionale, si nota che le regioni meridionali, inclusa la Calabria, stanno recuperando più rapidamente rispetto alle crisi passate. La dinamica di recupero post-Covid in Calabria è allineata con quella nazionale, con segnali positivi nel recupero dell’attività economica e dell’occupazione.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha stanziato risorse significative, circa 5 miliardi di euro, per interventi in regione. Sebbene l’attuazione sia ancora limitata, la Calabria è in linea con quanto osservato a livello nazionale. I piccoli enti territoriali giocano un ruolo rilevante nella gestione amministrativa di questi interventi, nonostante alcune difficoltà.

In Calabria, le nuove imprese tendono a non crescere quanto quelle di altre regioni, con meno imprese che riescono a conseguire significativi aumenti nei volumi di fatturato nei primi anni di attività. Molte imprese nascono in settori meno avanzati, limitando il contributo complessivo alla crescita economica. Questo è più un problema di ecosistema che di capacità imprenditoriale, con molti calabresi che avviano con successo imprese fuori regione.

Oltre agli intensi flussi migratori di capitale umano in uscita, con particolare riferimento ai laureati tra i 25 e i 39 anni, pesa negativamente la mancanza di un ecosistema favorevole alla crescita e allo sviluppo dell’iniziativa imprenditoriale privata. Questo è dimostrato dal fatto che oltre la metà dei mille soci fondatori di imprese ad alta crescita nate nella regione ha avviato una società altrove, mentre il numero di soci nati fuori dalla regione che hanno fondato un’impresa dello stesso genere in Calabria è contenuto.

Secondo il rapporto, “tra il 2014 e il 2019 le imprese ad alta crescita in Calabria sono state circa 400, pari a 2,0 ogni 100 mila abitanti, un valore nettamente inferiore alla media italiana e a quella del Mezzogiorno, rispettivamente 3,7 e 3,2. Anche la loro incidenza tra le nuove imprese è risultata minore rispetto alla macroarea e al Paese. La distribuzione sul territorio regionale ha mostrato una presenza per abitante più alta nelle province di Catanzaro e Vibo Valentia.”

“A differenza del resto del Paese, inoltre,” segnala il rapporto di Bankitalia, “le imprese ad alta crescita in regione si sono maggiormente concentrate nel commercio, nelle costruzioni, nei servizi di trasporto e magazzinaggio e in quelli di alloggio e ristorazione e risultano invece meno presenti nella manifattura, nell’Ict e nei servizi professionali.”

Il rapporto Bankitalia sottolinea la necessità di creare un ecosistema favorevole che supporti le nuove imprese, specialmente nei settori avanzati, per trattenere i talenti e stimolare una crescita economica sostenibile nella regione.

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