Torneo “Liberi di Giocare” 2024: Dodò Gabriele vive nei cuori e nelle azioni

fonte: WeSud

Ieri si è svolta la 16ª edizione del Torneo “Liberi di Giocare” Memorial Dodò Gabriele, un evento che va oltre lo sport, carico di significato e impegno nella lotta contro la criminalità organizzata. Il torneo si è tenuto sui campetti Macrillò, lo stesso luogo dove il 25 giugno 2009 Dodò Gabriele perse la vita a causa della violenza mafiosa.

La giornata, come sempre, è stata dedicata al ricordo di Dodò e di tutte le vittime della criminalità organizzata. Sul manto erboso, nel nome di Dodò, si sono sfidati la Vibonese, il Crotone, il Catanzaro e la Segato. Tutte le partite sono state composte da due tempi di 20 minuti ciascuno, culminando con la vittoria della Segato, che si è aggiudicata il torneo del 2024.

Questo evento speciale non è solo una competizione sportiva, ma un’occasione per onorare la memoria di Dodò e di tutte le vittime della criminalità organizzata. È un messaggio di speranza, impegno sociale e consapevolezza, che sottolinea come la lotta contro la mafia e la promozione della legalità siano un dovere di tutti noi.

Francesca Anastasio, madre di Dodò, ha dichiarato: “Su questi campi gioca Dodò, gioca attraverso tutti questi ragazzini della sua età, quello che lui ormai non può fare più lo fanno gli altri”. Le sue parole riecheggiano lo spirito del torneo, che continua a essere un faro di speranza e un monito per la società, ricordando l’importanza di combattere la violenza e promuovere valori di giustizia e legalità.

Anche in questa occasione, Giovanni Gabriele, papà di Dodò, ha voluto immaginare che suo figlio si rivolgesse ai presenti, ringraziando la FIGC e in particolare Pino Talarico, sempre al fianco dei suoi genitori, Libera, Mimmo Nasone giunto con altri familiari di vittime delle mafie da Reggio Calabria, Rocco Mangiardi, l’imprenditore di Lamezia Terme che si è opposto alla richiesta del pizzo, per il suo grande esempio, e i ragazzi che hanno partecipato al torneo mantenendo viva la memoria di Dodò.

“Giovanni Gabriele ha dichiarato con emozione: ‘Non l’ho mai fatto prima, ma quest’anno voglio proprio far parlare Dodò. Mi chiamo Domenico Gabriele, sono nato a Cariaiti il 17 novembre 1998. Il 25 giugno del 2009 sono venuto a giocare in questa struttura sportiva. Hanno sparato all’impazzata e mi hanno colpito. Ma io sono vivo. Sono vivo per tutti quei ragazzi d’Italia che ascoltano la mia storia. Sono vivo per Libera, che chiede giustizia e verità. Sono vivo per Mimmo Nasone che ha portato altri familiari qui oggi in questa struttura sportiva per assistere a questo torneo in memoria di Dodò. Sono vivo per le istituzioni, sono vivo per le forze dell’ordine che quindici anni fa hanno lottato immensamente per arrivare alla verità. Sono vivo per Antonio Tata e Pino Talarico, che organizzano questo torneo in memoria di Dodò. Sono vivo per voi ragazzi di Crotone, ragazzi di Reggio Calabria, ragazzi di Vibo Valentia, i ragazzi di Catanzaro che oggi sono qui a questo torneo di calcio in memoria di Dodò. Sono vivo per Rocco Mangiardi, un cittadino responsabile che ha fatto la sua parte e ha messo la faccia. Quest’anno compio 26 anni e sono vivo. Grazie a tutti’.”

Le parole di Giovanni Gabriele hanno toccato profondamente dei presenti, ricordando ad ognuno perché è importante continuare a lottare per la giustizia e la legalità. Ogni passo che viene compiuto, infatti, porta avanti il sogno di Dodò di un futuro libero dalla violenza

Il torneo “Liberi di Giocare”, organizzato al centro sportivo Macrillò a Margherita dalla Fondazione ‘Dodò Gabriele’, in collaborazione con Libera Crotone, Figc Crotone e la sezione Aia di Crotone, rappresenta un simbolo di resistenza e di memoria, mantenendo viva la lotta contro la criminalità organizzata attraverso lo sport e l’impegno sociale.

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